
2 piccioni
1 carota
1 gambo di sedano
1 cipolla
80 gr. di burro
1 bicchiere di vino bianco secco
1 pagnotta di pane casereccio
150 gr. di formaggio grattugiato
2 lt. circa di brodo di carne

Pulite i piccioni dalle interiora e conservate i fegatini; dopo
averli spennati, fiammeggiateli sul fornello per togliere ogni
residuo di peluria, lavateli e tagliateli in quattro parti.
In un tegame abbastanza capace fate soffriggere carota,
sedano e cipolla con una bella noce di burro. Quando il soffritto
è ben appassito unitevi i piccioni, salate e pepate.
Fate rosolare i piccioni da ogni lato, spruzzateli con il
vino bianco secco; quando questo sarà evaporato mettete un
coperchio al tegame e fate cuocere a calore moderato, in umido,
aggiungendo eventualmente un po' di brodo. Mezz'ora
prima di spegnere il fuoco unite i fegatini.
Tagliate a fette il pane non fresco e poi tostatele al forno.
Quando i piccioni sono cotti disossateli e metteteli da parte
con i loro fegatini.
Imburrate un recipiente da forno mettetevi uno strato di
fette di pane farcite con i piccioni con il loro sugo e con un
pezzetto di fegatino; spruzzate con abbondante formaggio
grattugiato e poi ancora pane e piccioni e formaggio fino alla
fine degli ingredienti disponibili. L'ultimo strato sarà di pane
con formaggio sopra.
Coprite la pietanza con abbondante brodo caldo e poi
cuocete, anzi, fate covare la zuppa in forno non troppo caldo
per circa tre ore. Se necessario, se durante la cottura la zuppa
dovesse risultare troppo asciutta, versatevi ancora un po' di
brodo caldo.
Fate riposare la pietanza almeno un paio d'ore ma servitela
calda.
Si possono sostituire i piccioni con un pollo, maaari di
cortile, la zuppa avrà un sapore un po' diverso e sarà quella
tipica delle città di Motta di Livenza e di Oderzo; la zuppa
di piccioni è invece tipica di Treviso.